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Tour Grecia Classica e Monasteri delle Meteore da Salonicco

8 giorni/7 notti

Dal 3 marzo al 3 novembre ogni venerdì

Tour Grecia Classica e Monasteri delle Meteore da Salonicco

ITINERARIO:
GIORNO 1
Salonicco
GIORNO 2
Salonicco, Termopili
GIORNO 3
Atene, Capo Sounio (opzionale nel pomeriggio)
GIORNO 4
Canale di Corinto, Epidauro, Micene, Nauplia
GIORNO 5
Olympia
GIORNO 6
Delfi
GIORNO 7
Meteore, Vergina
GIORNO 8
Salonicco - partenza per l'Italia

Giorno 1

Salonicco

La città portuale di Salonicco, che sorge sul Golfo Termaico del Mar Egeo, è
la seconda della Grecia per numero di abitanti (un milione se si considera
l’area urbana) e la prima e più importante della regione greca della
Macedonia, e inoltre è il capoluogo della Macedonia Centrale. Salonicco,
ideale punto di partenza per esplorare la Penisola Calcidica, è oggi un
fiorente centro industriale, economico e culturale, e un punto nevralgico per i

trasporti nel sud-est Europa ed è il secondo porto più grande della Grecia
dopo quello del Pireo di Atene per trasporto di container. La città presenta
diverse tracce della dominazione ottomana e della comunità ebraica, che
prima della seconda guerra mondiale era una delle più numerose d’Europa,
oltre che numerosissimi monumenti bizantini ed esempi di architettura
paleocristiana, che sono stati nominati patrimonio dell’umanità dall’Unesco e
come tali tutelati e preservati. Da non mancare una visita alla torre bianca,
simbolo della città, e la fortezza nella città alta (Ano Poli, in greco), che offre
una impagabile vista su tutta Salonicco.

Giorno 2

Salonicco, Termopili

Termopili

Le Termopili sono uno dei luoghi più celebri della storia greca. Qui si svolse
la battaglia tra Greci e Persiani nel 480 a.C., quando Leonida I, re di Sparta,
fece allontanare il grosso dell’esercito e rimase nello stretto passo delle
Termopili con soli 300 spartani e un migliaio tra Tespiesi, Tebani e altri greci
per rallentare l’avanzata dell’esercito persiano, comandato da Serse I a
prezzo della quasi completa distruzione; da allora il termine «termopili» è
utilizzato per indicare una tragica ed eroica resistenza nei confronti di un
nemico molto più potente. Nell’antichità presso le Termopili esisteva uno
stretto passaggio costiero e il loro nome significa “porte calde” e deriva dalla
presenza di numerose sorgenti naturali d’acqua calda. Sulla collina delle
Termopili è inciso nella pietra l’epitaffio dedicato ai morti nella battaglia dal
poeta lirico greco Simonide di Ceo. Un testo celebre che ispirò la poesia
"All'Italia" del nostro Giacomo Leopardi.

Giorno 3

Atene, Capo Sounio (opzionale nel pomeriggio)

Atene
La capitale della Grecia è ricca di fascino e storia, e oggi le testimonianze del
suo maestoso passato si fondono con la caotica vita moderna, creando un
mix unico al mondo. Simbolo per antonomasia della città è naturalmente

l’Acropoli, sintesi e simbolo al tempo stesso della supremazia ateniese
dell’età di Pericle, il V secolo avanti Cristo, quando Atene si impone con la
sua leadership culturale. Per gli appassionati di sport un simbolo di Atene è
poi sicuramente lo Stadio Panathinaiko, che può vantare di aver ospitato i
Giochi della prima Olimpiade dell’era moderna, correva l’anno 1896. Tra i
tanti altri luoghi e monumenti che rendono celebre nel mondo il fascino di
Atene possiamo citare anche il famoso Tempio di Zeus e l’arco di Adriano;
fino ad arrivare ai tempi moderni, con Piazza Syntagma (Piazza della
Costituzione) dove si trova il Parlamento greco (antico palazzo reale) e dove
nel 1843 il re Ottone I proclamò la costituzione, e la Tomba del Milite Ignoto, a
cui fanno costantemente la guardia gli Euzoni nel loro vestito tradizionale. Ma
meritano sicuramente il viaggio e una visita la zona pedonale della Plaka e
Monastiraki con le sue tipiche stradine ricolme di negozietti, bar e taverne. E
poi Anafiotika, che con le sue casette bianche trasporta idealmente il
visitatore nello scenario di una tipica isola dell’arcipelago delle Cicladi. Da
non mancare anche il Keramikos, l’antico cimitero che prende il suo nome dal
quartiere dei vasai: una vera oasi di pace nel cuore della metropoli.

Capo Sounio (opzionale nel pomeriggio)
Lungo la litoranea, dove s’incontrano le bellissime spiagge di Glifada,
Vouliagmeni e Varkisa, si giunge alla zona più meridionale dell’Attica, Capo
Sounio. Qui sorge il Tempio di Poseidone, dove si ammira una delle viste più
spettacolari sul Mare Egeo e sulle isole. A termine della visita guidata del
Tempio, si avrà la possibilità di passeggiare liberamente sul promontorio
roccioso di Sounio per scattare foto ricordo uniche.

Giorno 4

Canale di Corinto, Epidauro, Micene, Nauplia
Canale di Corinto
Costruito tra il 1881 e il 1893, il canale è uno dei simboli della Grecia
moderna ma la sua storia è molto più antica. Già nel VII sec a.C. si iniziò a
pensare a un taglio dell’istmo, mentre i primi tentativi si devono al periodo
romano, durante il regno dell’imperatore Nerone. Passi avanti nell’impresa si
ebbero sotto la dominazione veneziana, ma la vera e propria realizzazione
avvenne come detto solo nel XIX secolo. Si tratta di un canale lungo più di 6
km, che tagliando l’istmo di Corinto, collega il Mar Egeo al Golfo di Corinto,
evitando così la circumnavigazione della penisola del Peloponneso. I

naviganti risparmiano così circa 400 chilometri di viaggio.
Epidauro
Un altro simbolo della Grecia classica è il Santuario di Asclepio ad Epidauro
che ebbe grande fama a partire dal IV sec. a.C. e fu in età ellenistica il fulcro
del culto del dio della medicina. Nel recinto sacro sorgevano il tempio del dio
e l’Aditon (“impenetrabile” in greco), ovvero l’edificio dove i fedeli
trascorrevano la notte in attesa del miracolo. Era infatti durante il sonno che
Asclepio si manifestava in sogno ai malati indicando le cure da somministrare
o agiva direttamente sul malato, che al risveglio risultava guarito. Monumento
più importante e simbolo di Epidauro è il Teatro, costruito nel IV secolo da
Policleto il Giovane. Con una capienza di 14.000 spettatori e l’orchestra con
un diametro di più di 20 metri e circondata per circa due terzi dalle gradinate,
il teatro è rinomato per la sua acustica perfetta, che consente di far giungere
la voce fino alle estreme gradinate, amplificando ogni minimo suono. Qui agli
inizi degli anni Sessanta si esibì in Norma e Medea il grande soprano di
origine greca Maria Callas e ancora oggi il teatro ospita eventi e
rappresentazioni.
Nauplia
Il castello che domina la pittoresca cittadina di Nauplia è il testimone di un
importante periodo della storia greca, la dominazione della Repubblica di
Venezia (1389-1540). Durante il quale Nauplia divenne una delle città più
importanti di tutto l’oriente. La città reca ovunque segni della presenza
veneziana: leoni di San Marco ovunque, la sua stessa struttura, i cannoni e le
bombarde realizzati in terra veneta tra XVII e XVIII secolo. Passata poi in
mano ottomana, Nauplia giocò un ruolo fondamentale nella guerra di
indipendenza della Grecia; fu infatti la prima città a liberarsi dalla
dominazione ottomana nel 1822, e divenne così la prima capitale del Paese.
Micene
Secondo il mito fu lo stesso Perseo, figlio di Zeus e Danae, a fondare Micene,
città simbolo del periodo Miceneo (XIV-XIII sec. a.C.). La scelta di una
posizione strategica, su una collina di 278 metri protetta da due alte cime,
conferisce a questo sito archeologico un indubbio fascino. Fu lo scopritore di
Troia Heinrich Schliemann, alla ricerca del tesoro di Agamennone, che nel
1874 iniziò a scavare quel sito la cui unica evidenza, mai sepolta nei secoli, è
la monumentale Porta dei Leoni con il suo famoso rilievo alto tre metri.
Secondo il mito la possente fortificazione che incornicia il bordo del burrone si
deve all’opera dei Ciclopi, ma risale il realtà al XIII secolo. Nelle tombe dei re
di Micene è stata rinvenuta la spettacolare maschera d’oro di Agamennone,
che è oggi conservata al Museo Nazionale di Atene. Da non mancare è

anche il celebre Tesoro di Atreo scoperto sempre da Schliemann. Si tratta di
un enorme corridoio (dromos in greco) lungo 36 metri e largo 6, circondato da
uno splendido muro di pietre da taglio disposte a file, che conduce alla
facciata della tomba a camera circolare (tholos) semisotterranea, con la sua
imponente cupola alta 13 metri. Un luogo spettacolare la cui imponenza e
solennità lasciano senza fiato.

Giorno 6

Olympia
Ad Olympia, importantissimo centro religioso e culturale, si ammirano i resti di
una mirabile testimonianza dell’architettura classica. È il Tempio di Zeus, che
custodiva la statua crisoelefantina (ossia realizzata in oro e avorio) del re
degli dei olimpi. La scultura, che è una delle sette meraviglie del mondo
antico, fu realizzata dal celebre scultore e architetto ateniese Fidia nel 436
a.C. Celebri sono le sculture che decoravano i frontoni e le metope del
tempio (ora conservati nel Museo archeologico di Olympia), i cui soggetti
soddisfano sia il patriottismo locale che i sentimenti panellenici dei visitatori
del santuario. Olympia fu anche sede dell’amministrazione e dello
svolgimento dei Giochi Olimpici a partire verosimilmente dal 776 a.C.. A
questa data infatti risalgono le prime liste di vincitori di cui si conservi
testimonianza. Simbolo di Olympia è lo stadio, ma si conservano anche la
palestra, luogo dedicato alla lotta e al pugilato, e il gymnasium, centro di
cultura fisica e anche cenacolo intellettuale, destinato ai giochi e agli esercizi
sportivi dei giovani. Da non perdere il Museo di Olympia, tra i più importanti
della Grecia, che racconta la lunga storia del santuario attraverso i suoi
reperti.
Giorno 6

Delfi
Visita a Delfi, al santuario che sorge alle pendici del Monte Parnaso, a 600 m
sul livello del mare, in una posizione panoramica di bellezza incomparabile
che vi lascerà senza fiato. Il santuario di Delfi, che risale al periodo classico,
fu sede del più importante oracolo di tutta la Grecia e nel VI secolo a.C.
ospitò i giochi Pitici, competizioni a carattere panellenico ossia rivolte a tutti i
cittadini greci che si svolgevano in onore del dio Apollo con una cadenza di 4
anni. Prevedevano, oltre a gare sportive, anche tenzoni espressamente
dedicate a poeti e musicisti. Secondo il mito fu lo stesso dio Apollo a fondare i

Giochi Pitici, dopo aver ucciso il drago Pitone che devastava il territorio di
Delfi. Un altro mito celebre legato ad Apollo e al santuario di Delfi è la
misteriosa figura della Pizia, che seduta su un tripode con un ramo d’alloro
(pianta sacra al dio) in una mano e uno dei fili di lana in cui era avvolto
l’omphalos (una pietra tondeggiante considerata l’ombelico del mondo)
nell’altra, e circondata dai vapori che provenivano da una fenditura del
terreno, cadeva in estasi e pronunciava il suo oracolo in nome di Apollo. La
visita al santuario si snoda attraverso la via Sacra, che passando tra i
thesauroi, i monumenti votivi, il Bouleterion (Parlamento) e la roccia della
Sibilla, con la tomba del serpente Pitone, conduce al Tempio consacrato ad
Apollo. Ci si sposta poi nel teatro, dove si svolgevano i concorsi musicali dei
giochi pitici e altre feste religiose, e infine allo stadio. Da non mancare,
durante la visita al Museo Archeologico di Delfi, la celebre statua bronza
dell’Auriga, realizzata intorno al 475 a.C. per volere del tiranno di Gela, che la
donò al Santuario di Apollo per celebrare una vittoria proprio durante i Giochi
Pitici. La statua è ciò che rimane di un più vasto complesso scultoreo, che
raffigurava una quadriga vittoriosa in una gara. Lo testimonia la tenia (fascia
o nastro, in greco) del vincitore avvolta intorno al capo del giovane.

Giorno 7

Meteore, Vergina

Meteore

Le Meteore sono monasteri ortodossi che svettano quasi sospesi fra terra e
cielo, in cima a enormi ammassi rocciosi. Custodiscono tesori storici e
religiosi di grande valore e inestimabile bellezza. Il sito è tra i patrimoni
culturali mondiali tutelati dall’Unesco sia per gli affreschi e la tecnica di
costruzione, sia per le sue qualità naturali. Le Meteore sono composte da
circa 60 enormi colonne di roccia, modellate negli anni dagli agenti
atmosferici, che arrivano fino a 300 metri di altezza, grandi abbastanza per
essere la base di un intero monastero edificato sulla sommità. I primi
insediamenti di eremiti in grotte e cavità rocciose in questa zona risalgono al
IX secolo. Più tardi, nel XIV secolo, il monaco Anastasio, per mettersi al
sicuro dalle incursioni dei corsari che infestavano il celebre Monte Athos,
giunse alle Meteore, dove edificò la Grande Meteora. I monasteri sorsero
così sulla sommità delle rocce proprio per difendersi dall’invasione ottomana,
grazie a luoghi impervi, quasi irraggiungibili e quindi inespugnabili. Fino al
XVI secolo sono stati costruiti 24 monasteri, poi il sito subì un progressivo
declino a partire dal Seicento. Oggi solo pochi monasteri sono ancora abitati

da monaci o suore e solo sei sono aperti al pubblico. Un tempo raggiungerli
era molto difficile: sono tuttora visibili in alcuni monasteri i sistemi di carrucole
e reti impiegati per accogliere i visitatori.

Vergina

L’attuale Vergina è l’antica capitale macedone Aigai, in seguito abbandonata
per Pella. La visita consente di ammirare da vicino i resti archeologici del
Palazzo Reale di Macedonia del III secolo d.C., celebre per i suoi mosaici e
stucchi decorati, e la famosa Necropoli con più di 300 tumuli (molti risalenti
all’XI secolo). Proprio in quest’ultimo sito archeologico nell’ormai lontano
1977 una équipe di studiosi guidata dal professor Manolis Andronikos fece
una scoperta di straordinaria importanza, riportando alla luce i resti di una
tomba reale verosimilmente attribuita a Filippo II di Macedonia, sulla cui
autenticità tuttora gli esperti si dividono. All’interno del sepolcro lo scheletro,
rinvenuto intatto, era custodito in un sarcofago d’oro, decorato nella parte
superiore con l’emblema macedone della stella a 16 punte, chiamato “il Sole
di Vergina”. Lo si può ammirare nel Museo di Vergina, dove è conservato un
altro prezioso reperto frutto delle ricerche nella stessa tomba: si tratta di una
impressionante corona d’oro, ben 717 chili di peso, costituita da 313 foglie di
quercia e 68 ghiande. Da non mancare nel parco archeologico di Vergina
anche una visita al Teatro che sorge non lontano dal Palazzo, di cui è molto
più antico, là dove secondo la tradizione venne assassinato Filippo II nel 336
a.C.

Giorno 8

Salonicco - partenza per l’Italia

Nel giorno di partenza, si ha a disposizione ancora un po’ di tempo libero, a
seconda dell’orario del vostro volo, per poter godere della città.

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